Glossario ugandese per aspiranti volontari

Glossario ugandese per aspiranti volontari

Glossario ugandese per aspiranti volontari

Passare una decina di giorni in Uganda per il nostro boot camp permette anche di avventurarsi per le strade di Kampala e scoprire la città.

Kampala, con i suoi vivaci mercati, i suoi mille colori sgargianti, ma anche quartieri poverissimi come la bidonville di Namuwongo – che sorge letteralmente sopra i binari del treno – e tutti gli usi e costumi della gente che anima la capitale ugandese.

La curiosità del nostro gruppo è sempre stata il motore che ci ha spinto – dopo tante ore di incontri, riunioni e decisioni da prendere – a non fermarci e a conoscere il più possibile la città che i coloni inglesi rinominarono “la collina delle gazzelle” o degli impala per la precisione. 

Questo nome, tradotto in Luganda (vedremo tra alcune righe qualche spiegazione a questo proposito) diventa per l’appunto, Kampala

Nelle nostre passeggiate e durante il nostro soggiorno abbiamo collezionato un glossario, non esaustivo, di termini, espressioni, animali e tanto altro che il lettore potrà trovare qui di seguito.

Buona lettura e perdonate se qualche definizione presenterà alcune licenze poetiche!

ACACIA MALL

Memorizzate questo nome e non dimenticatelo mai più. L’Acacia Mall è il centro commerciale più noto di Kololo, il quartiere del Bushpig. Tutto a Kololo si misura a partire dall’Acacia Mall. Il sole non tramonta ad ovest, ma tramonta dietro l’Acacia Mall. Volete una SIM ugandese? Beh andate all’Acacia Mall. Dovete cambiare soldi? Insomma, avete capito. 

E se invece avete ancora dei dubbi…andate all’Acacia Mall!

BAHA’I

Religione monoteistica creata secondo i precetti di Bahá’u’lláh. Alla base dei suoi insegnamenti vige il concetto di unità. Unità della razza umana ed unità delle religioni, che discenderebbero tutte, benché attraverso messaggeri diversi, da un medesimo Dio universale. Insomma, senza addentrarsi ulteriormente nella teologia, consigliamo una visita al tempio Baha’i di Kampala, chiamando così a raccolta tutti i profeti disponibili, per essere sicuri di non sbagliare, al fine di assicurarsi un “boding” (l’arte di usare il boda) il più sicuro possibile!

BANTU, BUGANDA e mooolto altro

Se abbiamo capito bene, la popolazione ugandese è suddivisa in 4 gruppi etnici di cui quello predominante si chiama Bantu. Ogni gruppo etnico è poi suddiviso in tribù, per un totale di 56! Una delle tribù che storicamente ha avuto importante peso politico è quella dei Baganda, che occupava la regione che oggi comprende anche Kampala e che veniva chiamata Buganda. La tribù dei Baganda parla un dialetto che si chiama Luganda. Insomma, per sintetizzare, i Baganda di Buganda in Uganda parlano il Luganda. Quando lo avrete ripetuto trenta volte senza sbagliare, otterrete il visto per entrare nel Paese.

BODA BODA

Imprescindibile. Questa moto dalla accogliente sella, per due persone di norma, ma anche per polli, scale, sedie, oggetti di antiquariato di vario tipo, secchi di vernice per il cantiere e tutto ciò che vi viene in mente, ha un’altra caratteristica: pare essere indistruttibile. Si posizionerebbe, in una ipotetica scala di resistenza, a metà tra il Nokia 3310 e la Panda. I boda drivers, dopo lunga contrattazione sulle tariffe, si gettano a capofitto tra le strade sterrate di Kampala, evitando buche, tubature, veicoli in contromano (ammesso che un senso di circolazione ci sia) e via dicendo. Su richiesta, proveranno a formare un gruppo compatto per assicurarvi di arrivare alla meta tutti insieme al grido di “Tugende”, ovvero “andiamo!”. Prima di salire su un boda, potrebbe essere una buona idea fare una immersione religiosa in un tempio Baha’i. Vedasi la voce corrispondente per capire il perchè.

BUSHPIG

Il quartier generale di Startup Africa Roadtrip! E molto di più. Questo ostello è il vero punto di ritrovo della zona ed offre le migliori colazioni del quartiere. Basta non avere l’assurda pretesa di mangiare esattamente ciò che si era ordinato! Vedere la definizione successiva.

(LO STAFF DEL) BUSHPIG

next generation africa

Finalmente possiamo dirlo: lo staff di Startup Africa Roadtrip adora quello del Bushpig! L’atmosfera del quartiere generale è un gioioso mix di gentilezza, simpatia, grandi sorrisi e volontà di aiutare tutti, ma proprio tutti. Anche i personaggi più “vivaci” (almeno da orario aperitivo in poi) del nostro team! Ogni tanto però, come tutti gli artisti che si rispettino, i nostri amici del Bushpig ci stupiscono con variazioni sul tema rispetto alle nostre, a volte disordinate, richieste. E come biasimarli dopotutto, noi Mzungu abbiamo spesso bisogno di una mano….. Mzungu hai detto?

MARABOU

Enorme e rumorosissimo uccello che vi sveglierà ripetutamente la mattina molto presto. Come se il vostro compagno di stanza che russa come un trattore (ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale) non disturbi già abbastanza il vostro sonno. Questo incrocio tra una cicogna, un pellicano e probabilmente uno pterodattilo, viene soprannominato “the undertaker” non per la stazza da wrestler, ma per il piumaggio che ricorda la livrea di un becchino. Un meraviglioso segno di buon augurio insomma. Benvenuti!

uganda kampala

MATOOKE

Il matooke (o matoke) è il prodotto della lavorazione dei frutti del platano, simili a grandi banane verdi, che vengono lasciate bollire avvolte nelle foglie della suddetta pianta. Il risultato è simile ad un puré, un po’ più denso, che ha la caratteristica principale di poter accompagnare qualsiasi altra pietanza che possa venirvi in mente. Pollo e matooke, pesce e matooke, frutta e matooke…il matooke sta bene con tutto! E se mai doveste sentirvi un po’ appesantiti dalle generose porzioni locali, non c’è mica problema, hanno inventato il Waragi apposta! Anche qui, vedasi la voce corrispondente per scoprirne il motivo.

MZUNGU

“Hey Mzungu!” vi sentirete chiamare tra le strade di Kampala. E si, staranno chiamando voi! Letteralmente, la parola identifica qualcuno che si guarda intorno o che va in giro senza una chiara idea di quello che sta facendo. Il fatto che oggi identifichi noi uomini dalla pelle bianca fa capire quanto dobbiamo sembrare un po’ strani e con le idee parecchio confuse agli occhi dei locals!

ROLEX

Quando in Uganda sentirete parlare di Rolex, sappiatelo, non vi stanno indicando dove comprare il celebre orologio svizzero. Ma molto di meglio! Questo buonissimo rotolo con uova e vegetali vari avvolti nel chapati si fa sempre apprezzare da chi lo prova. Osservazione divertente: tutti coloro che conoscerete a Kampala sapranno indiscutibilmente indicarvi dove trovare il miglior Rolex della città! Ed incredibile ma vero, non sarà mai lo stesso posto. Questo ci porta ad una inevitabile conclusione: tutti i Rolex di Kampala sono buonissimi!

TERRA ROSSA

Kampala è veramente una tavolozza di colori. La vivacità delle stoffe variopinte, i colori della frutta e le carene scintillanti dei boda boda sono però attenuate da uno strato onnipresente di terra rossa che sembra ricoprire qualunque cosa si muova attorno a voi. Vi si attaccherà alle suole delle scarpe e sarà difficile farla andare via. Che è un po’ quello che succederà anche nelle vostre teste, con i ricordi di questo viaggio che vi accompagneranno per molto tempo!

WARAGI

O “war gin” come lo definivano i coloni inglesi, visto che lo bevevano prima di andare in battaglia. È il distillato nazionale ugandese! La sua composizione varia a seconda della regione e della disponibilità di manioca o banana. Non c’è molto altro da aggiungere, se non che il team Startup Africa Roadtrip appoggia la candidatura del Waragi come prossimo sponsor del bootcamp!

Niente ci può fermare!

Niente ci può fermare!

Niente ci può fermare!

“Dov’è che vai? E a fare cosa?!”

Effettivamente, le reazioni all’annuncio che Kampala ci stesse davvero aspettando, dopo anni di pandemia globale, sono state tutte abbastanza simili. E come meravigliarsi?!

next generation africa uganda

Anche tra noi, riunione dopo riunione, qualche dubbio iniziava timidamente a serpeggiare.

“Oh raga, ma sicuri che andiamo? C’è pure il coprifuoco!” 

Un progetto come Startup Africa Roadtrip, infatti, è un delicatissimo equilibrio di emozioni, personalità diverse e decisioni più o meno razionali da prendere, cercando di remare tutti nella stessa direzione, contro comprensibili timori di ogni sorta e senza mai perdere di vista l’obiettivo finale.

“Presidente, a questa squadra manca l’amalgama!”

“Ditemi dove gioca che lo compro subito!”

Disse l’allora presidente del Catania Calcio, Angelo Massimino, regalando agli annali una delle più clamorose incomprensioni della storia del pallone. Incomprensione che, ancora oggi, ci ricorda quanto lo spirito di gruppo sia decisivo e difficile da trovare in qualsiasi progetto, specie se così ambizioso come il nostro.

Fortunatamente, il collante tra tutti noi, con le nostre esperienze diverse, idee e paturnie, pare che sia l’entusiasmo! Mescolandone in ampie dosi alle nostre personalità si ottiene, infine, questo famigerato amalgama! E senza bisogno di comprarlo! 

Il team di volontari continua infatti a crescere anno dopo anno, con i veterani che consigliano e guidano, i nuovi arrivati che propongono, formando un meccanismo a volte disordinato, ma incredibilmente efficiente e compatto. Grazie al preziosissimo aiuto di sponsors e partners italiani e ugandesi, la nostra “call for ideas” prende un’ampiezza record, le applications continuano a piovere nella cartella mail condivisa, 50…100…300!! E adesso chi se le legge?? 

E così, mentre un team si occupa della comunicazione, altri volontari pianificano chiamate con i papabili candidati, in pause pranzo volanti o prima di andare al lavoro, con ancora il cappuccino davanti. Ogni ritaglio di tempo è prezioso! 

“Hai del dentifricio sulla guancia, fa attenzione! Ok, concentrati. Che domande dovevamo fargli pure?” 

Arriviamo alla prima shortlist, i nostri sponsor la riducono ancora un po’ – fermi tutti – È arrivato un nuovo progetto interessante!Ok rifacciamo un giro di voti, ma che sia l’ultimo! Ma siamo sicuri che lui non lo prendiamo? Eh non è pronto, ma continuiamo a seguirlo che magari lo invitiamo l’anno prossimo!

“Perché l’anno prossimo torniamo vero?!” dice qualcuno.  

Ed ecco che altro entusiasmo si aggiunge, la prospettiva di nuove avventure che cancella ogni stanchezza! 

next generation africa uganda

Ed insomma abbiamo i 21 finalisti! 

21 startup di ragazzi e ragazze, tutti giovani, tutti entusiasti di fare qualcosa per il loro Paese, questa Africa di cui tutti parlano tanto, ma che in pochi conoscono veramente.Ci sono idee per il turismo,per l’agricoltura, per l’healthcare, la mobilità sostenibile, l’economia circolare, la fashion, i diritti civili!

Esatto, 21, perché a ridurle a 20 proprio non ci siamo riusciti! 

E così, chiuso un capitolo, si avanza con il successivo! Non c’è un attimo da perdere, anzi siamo già in ritardo!

Ma alla fine, ci sono otto di noi che dicono che sì, a Kampala ci vanno.

Otto volontari ed un intrepido videomaker, quello che una mattina troviamo disteso per terra a

filmare le nuvole, mentre le persone gli girano intorno con la loro tazza di caffè e lo sguardo perplesso. Perfetto, è matto come noi, di sicuro le riprese saranno fantastiche!

E poi ovviamente ci sono gli altri, non meno importanti, che dall’Italia ci guidano, partecipano, organizzano, con in testa Andrea, i cui sogni ci hanno portati fino a qui!

All’Innovation Village di Kampala, un posto che i giovani imprenditori chiamano “casa”, come riporta con orgoglio il loro sito internet, ci sentiamo un po’ a casa anche noi. La sala c’è, schermo, microfoni, tutto è in ordine, con la vincitrice 2019 che ci accoglie con un gran sorriso, possiamo cominciare! I partecipanti sono arrivati tutti in anticipo!

L’ambasciatore italiano prende la parola, siamo tutti elettrizzati e felici di averlo con noi!

Parte una settimana intensissima, per noi e per loro, si parla di marketing digitale, di come organizzare un pitch, si costruiscono pile di spaghetti e marshmallow, si ascoltano discorsi di chi in Europa ed in Uganda ha già avviato la propria attività con successo.

Insomma, si segue il mantra di Startup Africa Roadtrip, quello che ci ha portato fino a qui: si lavora tutti insieme per creare un ambiente collaborativo, senza barriere, multiculturale, che generi un impatto locale e non solo. 

I ragazzi partono timidi, ma piano piano imparano a conoscerci, siamo praticamente coetanei dopo tutto e allora si sciolgono, ci raccontano le loro esperienze, cosa vuol dire essere una donna ed una imprenditrice in Uganda, che impatto sperano di lasciare, i loro dubbi ed i loro traguardi. 

C’è chi non aveva mai preso l’aereo e che ora è arrivato dal Kenya fino a Kampala, ci sono team misti con europei ed ugandesi che lavorano insieme e poi ci siamo noi, che ogni sera -al ritorno al nostro quartier generale e con qualche birretta celebrativa – ci confrontiamo su quello che potevamo fare meglio, sul programma del giorno dopo e sul demo day che si avvicina. 

Il demo day è nella residenza dell’ambasciatore, che ci farà un altro regalo più tardi, con un aperitivo dai sapori che ci riportano in Italia per un po’ e di cui sentivamo il bisogno! 

Siamo molto fieri, orgogliosi, nessuno lo dice, ma si capisce dai nostri sguardi. Il miglioramento delle presentazioni delle startup è stato impressionante. I quattro vincitori verranno in Italia, con un biglietto premio, per presentare i loro progetti all’ecosistema del nostro Paese.

Ma ognuno dei partecipanti torna a casa con qualcosa di importante, con un bagaglio di conoscenze e di concetti che potranno trasmettere a loro volta. 

È il momento dei saluti, sono finite anche le lasagne e dopotutto c’è il coprifuoco davvero.

Dobbiamo andare via. I saluti sono sempre difficili e ora dopo ora, i nostri smartphones sono inondati da foto, messaggi, ringraziamenti e richieste. 

Dobbiamo andare via. Dai ragazzi non siate tristi, che tanto l’anno prossimo torniamo, no?! 

 

“Next Generation Africa”: results of the 4th call for startups

“Next Generation Africa”: results of the 4th call for startups

“Next Generation Africa”: results of the 4th call for startups

Three months of call for startups. An intense and collaborative teamwork together with 36 partners – main actors of the East African innovation ecosystem. 304 applications in total.
As we are preparing for the start of the bootcamp week (second phase of “Next Generation Africa”) which will be held from 1st to 5th November in Kampala at The Innovation Village, let’s review some of the results of the call that closed on 3 September.

The phases

Next Generation Africa is an annual project that officially kicked off

in April 2021 and is divided into several successive phases:
– Scouting and call for startups: 08th of June – 03rd of September 2021;
– Pre-screening, one-to-one interview, shortlist preparation of applications: 08th of June – 05th of September 2021;
– Evaluation and selection committee of the best 30 (involving partners and donors): 06th to 19th of September 2021;
– Admission notice and online onboarding / networking activities: 20th to 29th of September 2021;
– Bootcamp in Kampala, Uganda: 01st to 5th of November 2021;
– Mentoring program for startups selected as finalists: November 2021 – February 2022;
– Roadshow in Italy for the best 4 teams: events in Milan, Rome, Bologna, Turin: March 2022.

General overview

Almost three months after the opening of our call for East-African  startups “Next Generation Africa” (powered by the Embassy of Italy in Uganda and BeEntrepreneurs APS), we received 304 applications.

215 of the 304 projects received featured a team with female cofounders.

Startups distribution by countries

There are 22 African countries from which at least one application has arrived.
Among the most represented countries we have:
Uganda with 182 total applications;
Rwanda with 29 applications;
Kenya with 28 applications;
Nigeria with 20 applications.
As regards the distribution by geographical area, on the other hand, 89.1% of the projects belong to East Africa, 9.2% to Western Africa and 1.7% respectively to Northern Africa, Southern Africa and Central Africa.

Startups distribution by sectors

Which sectors do the tech startups that have applied to the call belong to?
Agribusiness, agritech and circular economy are confirmed as the main area with 32.2% of applications, followed by edtech with 14.8% and ict and financial services with 13.5%.
With 6.9% it follows tourism and hospitality and energy and mobility with 6.6%.

Startups distribution by stage of development

The stage of development and growth of projects is very heterogeneous: slight predominance of startups in the early stage (32,6%, prototype ready and close to the market), followed by projects in growth stage (22%, on the market and making money), seed stage (21,7%, working on a product), idea stage (20,1%) and established business (3,6%, achieved break-even point).

Finally, 21.4% of projects have partnerships with corporations or institutions while – as regards funding – the difficulties in accessing investments are very evident, in fact as many as 53.6% of startups have not closed rounds yet.
39.5% of the projects that claim to have raised funds are distributed in grants from international or local organizations (14.5%), equity (14.1%), family & friends (8.6%), bank loan (2, 3%).
The average investment ticket collected by the startups is $ 17,800 while the one raising is $ 300,000.

Francesco Rubino, manager of startup programs for BeEntrepreneurs APS commented on the results of the call:

«We didn’t expect such a surprising result. We were not only impressed by the quantity of applications but above all by the quality, equally distributed in all sectors. Year after year we notice a growing quality of entrepreneurial projects, a clear sign that the ecosystem is being structured and is trying to move towards maturation. BeEntrepreneurs through the Startup Africa Roadtrip project continues to be alongside aspiring African entrepreneurs to support their growth».

 

“Next Generation Africa”: al via la 4a edizione di Startup Africa Roadtrip

“Next Generation Africa”: al via la 4a edizione di Startup Africa Roadtrip

“Next Generation Africa”: al via la 4a edizione di Startup Africa Roadtrip

BOLOGNA, 26 luglio 2021 – Riparte il viaggio di Startup Africa Roadtrip alla scoperta della nuova generazione di innovatori Africani. Promosso dall’associazione BeEntrepreneurs, dal 2017 il progetto non profit organizza percorsi di sviluppo per startup e progetti d’impresa nei Paesi dell’East Africa, creando connessioni con l’ecosistema dell’innovazione italiana.

Quella dell’autunno 2021 sarà la quarta edizione del progetto e potrà contare su un partner istituzionale d’eccezione: l’Ambasciata d’Italia in Uganda, che ha scelto di essere al fianco di Startup Africa Roadtrip in questa nuova avventura che si pone l’obiettivo di creare ponti interculturali ed economici tra i due continenti. Il network a supporto dell’iniziativa continua a crescere e può contare, tra gli altri, anche sulla presenza di Etica SGR, DHH, Primo Ventures e Fondazione Last Minute.

Massimiliano Mazzanti, Ambasciatore d’Italia in Uganda:

«La struttura dell’economia africana si fonda principalmente su  micro e piccole-medie imprese, in maniera simile a quella italiana.  Il contributo delle startup alla crescita economica del continente é  confermata dai dati relativi al 2020: oltre 2 miliardi di dollari di  crescita economica sono da attribuire alla crescente vivacità delle  sue startup. Startup Africa Roadtrip funge, in tal senso, da vero e  proprio acceleratore. Anche quest’anno l’Ambasciata  d’Italia a  Kampala conferma questa partnership strategica, sostenendo gli  eventi connessi al “bootcamp” che si terrà in autunno 2021. Le  scorse edizioni hanno consentito di identificare startup innovative  che stanno contribuendo alla crescita dell’economia ugandese e ad accelerare il processo innovativo e lo sviluppo digitale del Paese». 

Il prossimo novembre il team di Startup Africa Roadtrip sarà infatti a Kampala, capitale dell’Uganda e uno dei poli più attivi dell’emergente “Silicon Savannah” che conta in tutta l’Africa orientale ben 113 tech hub tra incubatori, acceleratori, spazi di co-working e poli universitari (fonte: Wired 2020). Ospite dell’incubatore The Innovation Village, il gruppo italiano – composto da esperti del panorama startup e specialisti del digitale, con un’età media di 30 anni – darà vita a una Tech Week tra il 1° novembre e il 5 novembre 2021 dedicata ad aspiranti imprenditori locali.

 «Con un’età media di 15 anni, l’Uganda è uno dei Paesi più giovani   dell’intero continente africano» spiega Andrea Censoni, Co-   Fondatore del progetto. ​ «C’è una spiccata propensione   all’imprenditorialità, in un contesto dominato da economia     informale. Nell’Africa Orientale, il Paese è tra i più attivi insieme al   Kenya e alla Tanzania per numero di tech hub». Uno scenario   potenzialmente fertile, eppure nel 2020 la raccolta complessiva   di  investimenti da parte delle startup ugandesi si è fermata a 11,3   milioni di dollari per soli 4 round. Perché? Lo chiarisce Censoni: «Come abbiamo riscontrato fin dalla 1a edizione del progetto nel 2017, l’ostacolo più grande per le nuove imprese locali è dato dalla difficoltà di acquisizione delle competenze specifiche, aspetto che contribuisce a rendere i progetti poco attrattivi per capitali e investitori. Con Startup Africa Roadtrip vogliamo aiutare a colmare questo gap fornendo agli aspiranti startupper gli strumenti necessari per ridurre al minimo il rischio di fallimento, migliorare l’investment readiness dei loro progetti e far così crescere il loro business generando un impatto positivo sull’economia locale».

Per raggiungere questo obiettivo verranno selezionate fino a 5 startup che avranno un’opportunità unica, ossia partecipare ad un Roadshow in Italia a marzo 2022 per far connettere i due ecosistemi dell’innovazione e generare nuove opportunità di business.

 Bisogno e opportunità rimarcata anche da Solomon Opio, Country Lead Uganda di Startup Africa Roadtrip:

​ «Il percorso aiuta a colmare il gap di conoscenze e competenze degli aspiranti imprenditori, velocizzando il processo di apprendimento grazie ad un team di mentor eterogeneo e preparato. ​Le startup ugandesi che hanno partecipato ai bootcamp sono sempre riuscite a trarre grandi soddisfazioni. Startup Africa Roadtrip rappresenta un’esperienza di cui sono particolarmente orgoglioso che cambia la vita, sia per le startup che

per i mentor».

“Next Generation Africa” prevederà infatti un Bootcamp nel corso del quale i 20 team selezionati avranno l’opportunità di accedere gratuitamente ad un programma strutturato e intensivo di formazione e mentoring, nell’ottica di elaborare e convalidare le proprie strategie di crescita e costruire roadmap sostenibili per il proprio business. La Call for Startups sarà attiva fino al 3 settembre 2021 e ad oggi conta già oltre 250 candidature con oltre il 70% dei team che hanno una presenza femminile nel ruolo di Co-Founder. Il focus è su 6 ambiti settoriali differenti: mobilità sostenibile, salute, ICT e FinTech, agribusiness, education, turismo.

 Gianluca Dettori, Chairman & Partner Primo Ventures   commenta:

 «Il continente Africano – e l’Africa sub-sahariana nello specifico –   rappresenta la futura frontiera del venture capital globale. ​ Gli   investimenti sono oggi ancora molto limitati ma c’è una nuova   generazione di giovani imprenditori pronti a trasformare ostacoli in   opportunità attraverso la tecnologia e nuovi modelli di business.   Insieme a Startup Africa Roadtrip negli ultimi anni abbiamo potuto   “esplorare” l’ecosistema Ugandese e osservato numerose similitudini con quello Italiano di 15 anni fa. Vogliamo contribuire a generare un salto di qualità».

 

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