Niente ci può fermare!
13 November 2021
Niente ci può fermare!
Dario Zaganelli
13 November 2021

“Dov’è che vai? E a fare cosa?!”

Effettivamente, le reazioni all’annuncio che Kampala ci stesse davvero aspettando, dopo anni di pandemia globale, sono state tutte abbastanza simili. E come meravigliarsi?!

next generation africa uganda

Anche tra noi, riunione dopo riunione, qualche dubbio iniziava timidamente a serpeggiare.

“Oh raga, ma sicuri che andiamo? C’è pure il coprifuoco!” 

Un progetto come Startup Africa Roadtrip, infatti, è un delicatissimo equilibrio di emozioni, personalità diverse e decisioni più o meno razionali da prendere, cercando di remare tutti nella stessa direzione, contro comprensibili timori di ogni sorta e senza mai perdere di vista l’obiettivo finale.

“Presidente, a questa squadra manca l’amalgama!”

“Ditemi dove gioca che lo compro subito!”

Disse l’allora presidente del Catania Calcio, Angelo Massimino, regalando agli annali una delle più clamorose incomprensioni della storia del pallone. Incomprensione che, ancora oggi, ci ricorda quanto lo spirito di gruppo sia decisivo e difficile da trovare in qualsiasi progetto, specie se così ambizioso come il nostro.

Fortunatamente, il collante tra tutti noi, con le nostre esperienze diverse, idee e paturnie, pare che sia l’entusiasmo! Mescolandone in ampie dosi alle nostre personalità si ottiene, infine, questo famigerato amalgama! E senza bisogno di comprarlo! 

Il team di volontari continua infatti a crescere anno dopo anno, con i veterani che consigliano e guidano, i nuovi arrivati che propongono, formando un meccanismo a volte disordinato, ma incredibilmente efficiente e compatto. Grazie al preziosissimo aiuto di sponsors e partners italiani e ugandesi, la nostra “call for ideas” prende un’ampiezza record, le applications continuano a piovere nella cartella mail condivisa, 50…100…300!! E adesso chi se le legge?? 

E così, mentre un team si occupa della comunicazione, altri volontari pianificano chiamate con i papabili candidati, in pause pranzo volanti o prima di andare al lavoro, con ancora il cappuccino davanti. Ogni ritaglio di tempo è prezioso! 

“Hai del dentifricio sulla guancia, fa attenzione! Ok, concentrati. Che domande dovevamo fargli pure?” 

Arriviamo alla prima shortlist, i nostri sponsor la riducono ancora un po’ – fermi tutti – È arrivato un nuovo progetto interessante!Ok rifacciamo un giro di voti, ma che sia l’ultimo! Ma siamo sicuri che lui non lo prendiamo? Eh non è pronto, ma continuiamo a seguirlo che magari lo invitiamo l’anno prossimo!

“Perché l’anno prossimo torniamo vero?!” dice qualcuno.  

Ed ecco che altro entusiasmo si aggiunge, la prospettiva di nuove avventure che cancella ogni stanchezza! 

next generation africa uganda

Ed insomma abbiamo i 21 finalisti! 

21 startup di ragazzi e ragazze, tutti giovani, tutti entusiasti di fare qualcosa per il loro Paese, questa Africa di cui tutti parlano tanto, ma che in pochi conoscono veramente.Ci sono idee per il turismo,per l’agricoltura, per l’healthcare, la mobilità sostenibile, l’economia circolare, la fashion, i diritti civili!

Esatto, 21, perché a ridurle a 20 proprio non ci siamo riusciti! 

E così, chiuso un capitolo, si avanza con il successivo! Non c’è un attimo da perdere, anzi siamo già in ritardo!

Ma alla fine, ci sono otto di noi che dicono che sì, a Kampala ci vanno.

Otto volontari ed un intrepido videomaker, quello che una mattina troviamo disteso per terra a

filmare le nuvole, mentre le persone gli girano intorno con la loro tazza di caffè e lo sguardo perplesso. Perfetto, è matto come noi, di sicuro le riprese saranno fantastiche!

E poi ovviamente ci sono gli altri, non meno importanti, che dall’Italia ci guidano, partecipano, organizzano, con in testa Andrea, i cui sogni ci hanno portati fino a qui!

All’Innovation Village di Kampala, un posto che i giovani imprenditori chiamano “casa”, come riporta con orgoglio il loro sito internet, ci sentiamo un po’ a casa anche noi. La sala c’è, schermo, microfoni, tutto è in ordine, con la vincitrice 2019 che ci accoglie con un gran sorriso, possiamo cominciare! I partecipanti sono arrivati tutti in anticipo!

L’ambasciatore italiano prende la parola, siamo tutti elettrizzati e felici di averlo con noi!

Parte una settimana intensissima, per noi e per loro, si parla di marketing digitale, di come organizzare un pitch, si costruiscono pile di spaghetti e marshmallow, si ascoltano discorsi di chi in Europa ed in Uganda ha già avviato la propria attività con successo.

Insomma, si segue il mantra di Startup Africa Roadtrip, quello che ci ha portato fino a qui: si lavora tutti insieme per creare un ambiente collaborativo, senza barriere, multiculturale, che generi un impatto locale e non solo. 

I ragazzi partono timidi, ma piano piano imparano a conoscerci, siamo praticamente coetanei dopo tutto e allora si sciolgono, ci raccontano le loro esperienze, cosa vuol dire essere una donna ed una imprenditrice in Uganda, che impatto sperano di lasciare, i loro dubbi ed i loro traguardi. 

C’è chi non aveva mai preso l’aereo e che ora è arrivato dal Kenya fino a Kampala, ci sono team misti con europei ed ugandesi che lavorano insieme e poi ci siamo noi, che ogni sera -al ritorno al nostro quartier generale e con qualche birretta celebrativa – ci confrontiamo su quello che potevamo fare meglio, sul programma del giorno dopo e sul demo day che si avvicina. 

Il demo day è nella residenza dell’ambasciatore, che ci farà un altro regalo più tardi, con un aperitivo dai sapori che ci riportano in Italia per un po’ e di cui sentivamo il bisogno! 

Siamo molto fieri, orgogliosi, nessuno lo dice, ma si capisce dai nostri sguardi. Il miglioramento delle presentazioni delle startup è stato impressionante. I quattro vincitori verranno in Italia, con un biglietto premio, per presentare i loro progetti all’ecosistema del nostro Paese.

Ma ognuno dei partecipanti torna a casa con qualcosa di importante, con un bagaglio di conoscenze e di concetti che potranno trasmettere a loro volta. 

È il momento dei saluti, sono finite anche le lasagne e dopotutto c’è il coprifuoco davvero.

Dobbiamo andare via. I saluti sono sempre difficili e ora dopo ora, i nostri smartphones sono inondati da foto, messaggi, ringraziamenti e richieste. 

Dobbiamo andare via. Dai ragazzi non siate tristi, che tanto l’anno prossimo torniamo, no?! 

 

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